@Regrete
per sempre;
definitivamente;
per l'eternità;
sempre;
per la vita;
radicalmente;
una volta per tutte;
totalmente;
permanentemente;
completamente;
eternamente;
Lui l’ama, no? E se e’ amore, non si tradisce con tanta leggerezza. Non gli si volta le spalle senza pensarci due volte.
Allora, ma allora se lui l’ama, se lui l’ama e l’ha tradita con me, se lui l’ama e quel giorno la tradi’ con me, ma allora, dite che allora, quel giorno, allora quel giorno
Amava un poco anche me ?
Si aspetta un treno, un momento.
Si aspetta un’ora del giorno, lo scenario della notte. Si aspetta un amico, si aspetta che il cane riporti indietro il bastone, che il semaforo diventi verde, che arrivi il sole, che il semaforo sia rosso, che muoia la luce. Che passino le nuvole, che passi il dolore, che esca un nuovo libro, si aspetta del tempo prima di rileggere il tuo preferito. Si aspetta una macchina, si aspetta in macchina, si aspetta che finisca la pubblicita’, che si abbassi la febbre, di guarire da un raffreddore, di ammalarsi di nuovo. Si aspettano cinque minuti nel letto prima di alzarsi e affrontare la giornata, se ne aspettano altri sei che arrivi l’autobus; si aspetta nel traffico, per strada, davanti a scuola, in un ufficio, sotto un albero, su una panchina; con le mani conserte, allacciate sulle ginocchia, dentro le tasche per non farle gelare, dietro la nuca per prendere il sole. Si aspetta un film, una canzone, il caricamento di una serie piratata, che il computer colleghi tutte le sue funzioni. Si aspetta leggendo, parlando, pensando, fingendo di scrivere al telefono, scrivendo sul serio, ragionando, solo guardando, sorridendo - dipende cosa si sta aspettando. Si aspetta un arrivo, una partenza, una rincorsa, un sospiro o una carezza; si aspettano i baci, le parole, i pensieri, le idee, la propria occasione, la voglia di vivere, la perdita di un familiare, si aspetta l’amore. Si aspetta, si aspetta continuamente. Qualcosa, qualcuno, un perche’.
Tutti aspettiamo qualcosa - chi piu’, chi meno, chi ormai gliel’ha quasi data su, e a chi e’ all’inizio dell’attesa.
Ma vi prego. Vi prego non aspettate mai, in nessuna maniera, il ritorno di qualcuno che vi ha lasciato, per libera scelta. Mai.
Chi ti ama, resta. Non c’e’ scusa, perdono, lacrima, parola, discorso, umiliazione, pentimento che tenga. Chi ti ama, rimane.
@Regrete
Io, se volete che vi dica come la penso al riguardo, fondamentalmente invidio le persone come mia suocera. Quelle che vanno per evidenza e priorità. Che sbrigano faccende. Che risolvono la molestia delle giornate tristi con un’alzata di spalle. Che credono che l’anima esisterà pure, ma non per questo bisogna affondarci il naso dentro. Che non prendono così sul serio i propri pensieri, e quindi non stanno continuamente a ripensarli, rifinirli, modificarli, ritrattarli.
Perché io, al contrario delle persone come Ass, sono succube delle cose che penso. E magari le pensassi una volta per tutte. I miei pensieri vanno e vengono dalla mia testa con una libertà, una promiscuità, una tale ostinazione nell’impedirmi di prendere una sola decisione veramente convinta, che mi debilita avere a che fare con loro. Sono delle gran troie, questa è la verità. Vorrei che la piantassero di usarmi come un albergo, farsi consolare e assistere dopo che se ne sono andati a combinare cazzate in giro. Che una buona volta si accontentassero e mi restassero fedeli.
Se dovessi indicare il principale dei miei difetti, quello di cui più avverto la ricorrenza nei rapporti che instauro con gli altri, direi che è la mia tendenza a rimuginare.
Io rimugino tantissimo. Quando cammino. Quando lavoro. Quando mi diverto. Quando mi compiango. Quando faccio l’amore. Soprattutto quando non lo faccio.
Diego de Silva
#diegodesilva
Mi manca. In ogni momento mi manca. Non va a ondate, è un dolore continuo. Lui mi manca sempre.
(via comefogliedautunno)
(Source: lolitamour, via iosonoundubitatoreincurabile)
E lei si sentiva strana dentro, soprattutto all’altezza dello stomaco, irritato da emozioni complicate, tristezza, rabbia e qualcos’altro a cui non avrebbe saputo dare un nome, ma che faceva più male di tutto.
(Source: sopravvivenzaincorso, via marealmattino)
(via thisisthehorrorshow)
(Source: luciacl)
Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così…Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo…salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi io l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.
(Source: orgasmosesarcasmo, via welcome-tohell)